MICHELE PIACENTINI

UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

  • SICUREZZA URBANA

    Le città, ma il territorio nazionale in genere, sono i luoghi nei quali si manifestano le varie forme di vita sociale e dove si incontrano frequentemente gli usi ed i costumi più diversi di un mondo sempre più orientato verso la globalizzazione.

    Per quanto riguarda l’Italia, la globalizzazione ha assunto un signifato diverso, nei fatti. L’apertura delle frontiere europee ed il libero transito delle attività commerciali tra i vari paesi ha indotto ad un incremento vertiginoso di gruppi di stranieri che, nel giro di pochi mesi o di pochi anni, si sono stabilmente insediati in Italia senza un’adeguata preparazione culturale e sociale. A questo fenomeno si è aggiunto quello delle pluriennali emergenze degli sbarchi dei profughi che chiedono asilo nel Belpaese Italia. Ma da non sottovalutare è anche quello dei flussi di ingresso oltre le misure stabilite dalle norme e che negli anni è stato, più o meno, tollerato dai vari governi che si sono susseguiti alla guida dello Stato Italiano. Infine, ma non ultimo per importanza, rimane il fenomeno della delinquenza italiana che consta di importanti proporzioni in un mondo che sempre più risente della grave crisi economica che stiamo attraversando.

    Senza entrare ora nell’analisi specifica di ogni comunità e delle loro abitudini, abbiamo però potuto constatare che l’Italia è stata colta impreparata a questo cambiamento epocale. A scopo esemplificativo, riporto quanto ciò sia veritiero citando la preoccupante analisi fornita dalle strutture sanitarie che riferiscono di un notevole incremento di certe malattie che ritenevamo ormai debellate. Quindi, tornando alla questione della sicurezza urbana, purtroppo non c’è da sbalordirsi quando ci preoccupiamo dell’altrettanto notevole incremento di alcuni tipi di reati che presentano caratteristiche non tipicamente nostrane e che, con amarezza, riempiono quotidianamente le pagine della cronaca nera.

    E’ sentimento diffuso nella popolazione italiana che i malviventi stranieri approffittino del senso di democrazia a cui siamo giunti nel corso dei secoli o della debolezza dei mezzi giudiziari italiani che permette loro di compiere sfrontatamente quasi ogni reato a danno della collettività e dei singoli cittadini. Questo andamento, caratterizzato nei fatti dalla non certezza della pena, ha certamente aumentato il distacco tra la popolazione onesta e le istituzioni che non riescono più a garantire la giusta tutela del territorio.

    Per tale ragione, fiero anche dell’esito positivo raggiunto a seguito di altre manifestazioni e battaglie che hanno permesso di ottenere maggiore sicurezza sul territorio di Roma centro, ho deciso di continuare ad affrontare questo tema affinché chiunque (turisti, anziani, donne, ragazzi, ecc.) possa sentirsi tranquillo nello svolgimento della propria vita e sul proprio territorio.

     

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  • CITTA’ PULITE

    Gli scandali degli ultimi anni, a proposito della spinosa questione della gestione dei rifiuti, ha ridicolizzato l’intera Italia agli occhi di tutto il mondo ma soprattutto ha fatto aumentare il disprezzo di molti cittadini nei confronti di tante amministrazioni locali colluse con le varie società private che in queste gestioni hanno avuto quasi esclusivamente un interesse economico.

    Assodata la necessità di applicare l’esercizio della giustizia nei casi di malaffare, è opportuno accelerare i tempi di educazione civica dell’intera popolazione sulla raccolta differenziata che, grazie ai resoconti di disinteressati studiosi di questa materia, può consentire di recuperare l’intera situazione in breve tempo minimizzando i disastrosi danni ambientali, diminuendo le quantità delle discariche e rendendo più puliti i territori e le città di tutta la penisola.

    Altro aspetto molto importante è che tale cambiamento, prima culturale e poi socio-politico, potrà consentire di creare posti di lavoro (nel recupero dei rifiuti, nel reciclaggio dei materiali, nella produzione di altri prodotti, ecc.), aumentare il flusso turistico soprattutto residenziale e non solo quello occasionale e potrà, tra l’altro, riconsegnare all’Italia il titolo internazionale di Belpaese.

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  • Nel corso dell’incontro-convegno che si è svolto questa mattina all’Auditorium del Convitto Nazionale di Roma è stata presentata l’ultima tappa pre-estiva del progetto “Italia Viva” che il Vice-Presidente del Parlamento Europeo sull’Italia e l’Europa, l’On. Giorgio Pittella, sta promuovendo in tutto il Belpaese per dare e far dare voce ad ogni singolo cittadino e ad ogni progetto che abbia qualche sorta di eccellenza italiana da poter divulgare in Europa e non solo.

    Visto quanto riferito dal Rettore Emilio Fatovic sulle qualità indiscusse del Convitto Nazionale di Roma, nasce spontanea la considerazione che non poteva che essere questa la sede migliore per la presentazione di questo progetto.

    Infatti risulta che la struttura scolastica sia stata addirittura oggetto di un’analisi universitaria sulla qualità dell’istruzione, sui livelli culturali raggiunti dagli allievi e soprattutto sull’apertura internazionale che offre ai propri studenti e a quelli stranieri che invece vi giungono, ricordando che proprio il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma è stato il primo istituto pubblico ad aprire le porte agli studenti di tutta Europa già nel 1998.

    A questo aspetto vale la pena sottolineare che tale livello di qualità è stato raggiunto con modeste rette di circa 200 euro mensili (servizio mensa inclusa) che, conseguentemente, hanno permesso a qualsiasi studente volenteroso di potersi iscrivere e che hanno consentito anche di aumentare notevolmente, a dispetto dei licenziamenti o dei precariati di tutte le altre scuole, un valido corpo docente… ottenendo, appunto, riconoscimenti in tutto il mondo e non solo in Italia per la trasparente e democratica gestione che caratterizzano il Convitto Nazionale.

    Sicuramente i numerosi ex allievi che ora ricoprono ruoli importanti nella nostra società o all’interno di importanti aziende nazionali o straniere potranno confermare la validità degli studi scolastici fatti all’interno del Convitto Nazionale e potranno testimoniare direttamente il livello di qualità che questa scuola pubblica ha raggiunto, indicandola anche come modello istituzionale da seguire.

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  • CARLO FIGLIACCONI

    Attualmente si occupa di Tutela dell’Ambiente e per passione è impegnato nelle battaglie per la salvaguardia dei Diritti Sociali con particolare riferimento all’integrazione multietnica.

    Ha collaborato alla realizzazione di eventi e convegni (150 Anni Socialismo Tricolore, Ius Soli Ius Sanguinis, Socialismo o barbarie – Riccardo Lombardi, ecc.); si è dedicato allo sviluppo dell’integrazione multietnica e delle relative problematiche sul diritto di cittadinanza; si è sempre impegnato nelle iniziative tese all’educazione civica delle famiglie con particolare riguardo alla formazione della Tutela Ambientale e Sociale.

     

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  • MARIANGELA SALIOLA

    Nata a Roma il 27 gennaio 1973, si è diplomata in lingue e successivamente ha compiuto gli studi universitari in Scienze Politiche.

    Ha vissuto 6 anni negli Stati Uniti collaborando con una compagnia italo-americana ed ha lavorato nell’insegnamento della lingua italiana. Attualmente vive in Italia con il suo compagno ed i loro figli ed è impegnata nelle battaglie per la salvaguardia dei Diritti della Famiglia e per la sicurezza delle donne sia pubblica che sui luoghi di lavoro.

    Ha collaborato con l’On. Angelo Sollazzo nell’organizzazione di eventi e convegni (150 Anni Socialismo Tricolore, Ius Soli Ius Sanguinis, Socialismo o barbarie – Riccardo Lombardi, ecc.); si è dedicata allo sviluppo dell’integrazione multietnica e delle relative problematiche sul diritto di cittadinanza; si è sempre impegnata nelle iniziative tese alla formazione delle famiglie con particolare riguardo all’educazione civica e culturale dei bambini e alla tutela delle loro stesse famiglie; inoltre a lei è dedicato un capitolo, “Il cuore nelle mani”, del libro “Alle porte del cuore” (di Nicolò Mannino, Presidente del Centro Studi del Parlamento della Legalità) in cui i giovanissimi lettori commentano il suo amore materno: <<Quando ho sentito che per dormire (le bambine) avevano bisogno del bacio della loro mamma, ho provato tanta tenerezza. (…) La mamma lavorava e non poteva dar loro il bacio della buona notte e, per farsi sentire a loro fiano, disegnava loro un cuoricino sulle mani (…)>>.

     

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  • DALE   ZACCARIA

    Nata a Subiaco (Roma) il 9 gennaio del 1976, ha compiuto studi classici al liceo e successivamente gli studi universitari in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma.

    E’ iscritta all’Ordine Dei Giornalisti ed ha collaborato in varie testate: “50&Più” (mensile Confcommercio), “La voce democratica” (settimanale), “Il giornale del bello” (quindicinale). Attualmente si occupa della testata online “womeninculture”.

    Ha maturato esperienze lavorative: in progetti della Provincia di Roma e del Distretto Socio Sanitario G4; in progetti ed eventi in ambito immigrazione e disabilità; in eventi legati alla Giustizia e alla Legalità supportando le associazioni impegnate nella lotta alle mafie e le associazioni di tutela contro le violenze sulle donne.

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  • MARTINO   PAOLUCCI

    Nato a Sant’Oreste (Roma), il 19 maggio 1946, ha compiuto studi scientifici liceali ed ha conseguito le lauree in Chimica Industriale ed in Farmacia.

    E’ ex Dirigente di Ricerca I.S.P.R.A. (Istituto Superiore Ricerca Ambientale) e Professore in Tecnologia dei Materiali e Chimica Ambientale presso l’Università La Sapienza di Roma e presso l’Università di Roma Tre.

    Ha maturato esperienze lavorative: come esperto di tecnologie energetiche classiche (petrolio e petrolchimica) e di tecnologie innovative energetiche; è socio S.E.A.R. (Società Energie Ambientali Rinnovabili, società spin-off dell’Università di Torvergata); svolge ricerche e consulenze sulle problematiche energetiche innovative che riguardano la riutilizzazione dei prodotti secondari solidi (biomasse, rifiuti civili, rifiuti industriali non pericolosi, ecc.) e dei prodotti gassosi quali il recupero a scopo energetico dell’anidride carbonica da gas di camini industriali; svolge studi e ricerche, in collaborazione con la facoltà di Ingegneria-Chimica dell’Università La Sapienza di Roma, per la produzione dell’idrogeno dall’acqua di mare; si occupa della risoluzione delle problematiche energetico-ambientali finalizzate al risparmio energetico per gli usi polivalenti delle energie rinnovabili e nell’interesse delle collettività urbane; svolge seminari e partecipa costantemente ai convegni internazionali; è autore di diversi testi nel campo energetico-ambientale rivolto all’uso opportuno delle energie rinnovabili.

     

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    Partanna e Roma, le due città che hanno segnato la giovane vita di Rita Atria, unite da un filo invisibile di legalità e resistenza. L’appuntamento è per il 26 luglio quando il presidio romano dell’Associazione antimafie Rita Atria ne celebrerà il ricordo nel ventennale della morte con un momento di memoria e testimonianza, ritrovandosi proprio in viale Amelia, dove dal settimo piano di una palazzina anonima Rita spiccò il volo. “Un fiore per Rita – Vent’anni dopo per Rita Atria. Costruire un mondo onesto, testimoniando verità e giustizia” è il nome dell’evento che vuole essere occasione di memoria attiva, da tradurre in impegno concreto. A partire dalle ore 19:00 sono previsti gli interventi di Stefano Pierpaoli e Dale Zaccaria che si cimenteranno nella lettura di stralci del diario di Rita, gli intervalli musicali a cura della violinista Antonella Serafini e la presenza di Ulisse (testimone di giustizia e presidente onorario dell’associazione) e delle donne di viale Amelia. A seguire sarà effettuato il collegamento telefonico con Partanna (TP), cittadina natale di Rita Atria, da dove L’Associazione Antimafie Rita Atria (rappresentata dal presidente Santo Laganà, dalla fondatrice Nadia Furnari e dai vari membri del direttivo nazionale e dai giovani del luogo) rinnoverà l’appuntamento che da 18 anni si ripete per ricordare la figura di Rita Atria attraverso la lettura delle sue memorie. Proprio la presenza di questo presidio, voluto da un gruppo di giovani partannesi, costituisce il fatto più significativo del ventennale per la lotta alle mafie e che da 18 anni porta il nome di Rita Atria. Alla ricorrenza siciliana partecipano, inoltre, il giornalista Pino Maniaci (Telejato), la direttrice di Casablanca, Graziella Proto e Michela Buscemi (testimone di giustizia e prima donna a testimoniare al maxiprocesso del 1987) oltre alla confermata presenza di Amico Dolci (figlio di Danilo Dolci) e del fotografo Mario Spada. “Vent’anni dopo, la verità vive”, questo è il segnale inequivocabile che Partanna intende lanciare attraverso una forte condivisione di intenti e di valori.

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  • Nella ricorrenza del ventennale dell’omicidio del Giudice Paolo Borsellino è opportuno ricordarlo attraverso le sue stesse parole: “Io di quella strage sono un testimone e aspetto di essere chiamato dall’autorità giudiziaria per dire quello che so e per dire quello che ho scoperto di quella strage”.

    Salvatore Borsellino: “Non fu mai chiamato dal Tribunale di Caltanissetta per testimoniare e ritengo che un altro dei motivi per cui sia stato ucciso così in fretta è stato proprio per impedirgli di portare quelle testimonianze. Di portare quelle cose che aveva scoperto e che sicuramente aveva scritto nell’Agenda Rossa.”

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  • Entro il 30 luglio 2012 si potrà andare negli uffici dei Comuni di propria residenza per firmare l’adesione al Referendum abrogativo parziale della legge sulle indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n.°1261). Per essere accettato deve superare la soglia di 500.000 firme raccolte.

    Da più parti e da quasi tutta la popolazione italiana sono evidenti le critiche sia contro la classe politica che percepisce troppi e congrui compensi a discapito della collettività stessa e sia contro i mass-media che non danno voce a questa volontà popolare, tra l’altro già espressa in questa direzione con precedenti referendum successivamente aggirati da altre leggi.

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  • Nella puntata televisiva di ieri sera del programma “Quinta Colonna”, in onda su Mediaset e dal sapore di pre-campagna elettorale per i tanti temi sociali trattati, è intervenuto anche il colto professor Vittorio Sgarbi. Deviando un pochino dal senso della domanda che il conduttore del programma gli aveva rivolto a proposito della Minetti, il fenomenale Sgarbi si è abbattuto contro tutto il sistema dei nominati (i non eletti dal popolo) includendo anche tutti i partiti che formano il PDL ed i rispettivi leader. Tra queste formazioni filo-berlusconiane ha voluto includere anche “i socialisti”… Ritenendo Sgarbi un uomo colto e ben informato sui fatti sembra piuttosto strano che abbia commesso un errore così grossolano, a meno che, forte della sua capacità di usare la lingua italiana, non abbia avuto in mente di far sembrare agli ignari telespettatori che “i socialisti” siano politicamente alleati con uno dei suoi datori di lavoro, il Presidente dimissionato Silvio Berlusconi. Non sarebbe una novità, viste le numerose coincidenze delle tante liste civiche  o dei tanti partitini con denominazioni simili a quelli veri e che fanno parte del PDL di Berlusconi, che ci sia un’altra coincidenza a voler confondere le opinioni degli elettori citando genericamente qualche movimento politico per farlo indirettamente associare al partito del suo datore di lavoro. Ma “Sgarbi con i Socialisti”, riprendendo il titolo di questo articolo, non ha nulla a che vedere così come non ha nulla a che vedere il PDL con il PSI e così come le ruberie dell’ultimo ventennio non ha nulla a che vedere con i Socialisti italiani che amaramente hanno pagato lo scotto non solo della magistratura (cosa per altro giusta) ma principalmente della ventennale demonizzazione del P.S.I. fatta e fatta fare da chi ne poteva trarre dei vantaggi per agire nei propri interessi personali e non della collettività! E’ opportuno che l’esimio Prof. Vittorio Sgarbi chiarisca questo equivoco se tale è, oppure che puntualizzi (in un altro programma televisivo di pari entità) che probabilmente si riferiva ai Nuovi Socialisti di Berlusconi e non al P.S.I. fatto di comuni socialisti e che credono all’ideale socialista!

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  • Fatto salvo il sacrosanto diritto di giustizia per chiunque abbia subito dei danni nell’irruzione fatta dalla Polizia all’interno della scuola Diaz di Genova durante il fatidico G8 di undici anni fa, c’è però qualche conto che non torna… I media di quegli anni avevano lungamente demonizzato i rivoltosi Black-Block mentre ora, in pre-campagna elettorale, esaltano le 25 condanne inflitte dalla Corte di Cassazione quasi demonizzando gli uomini delle Forze dell’Ordine e gettandoli in pasto alla popolazione affamata di giustizia.

    Ma la cosa curiosa, leggendo casualmente un redazionale di cronaca locale (http://www.viterbonews24.it/foto/ex-capo-della-squadra-mobile-di-viterbo-condannato-per-il-pestaggio-alla-diaz_15119_19231.htm#news), è che alcuni di costoro non erano nemmeno presenti alla “mattanza messicana di Genova” (definizione data da diversi telegiornali nazionali) ed hanno pagato lo scotto, in base alla sentenza di ieri, di aver firmato verbali non corrispondenti al vero.

    Al di fuori dell’analisi e dei commenti individuali di come in alcuni casi vengano compilate delle semplici denunce presentate dai cittadini o di come potrebbero essere stati firmati certi fogli di verbali, magari solo perché si è Dirigente in carica di un Commissariato, il dubbio spontaneo che emerge è che smobilitare 400 uomini in divisa (come dichiarato dai mass-media) equivale ad organizzare un’azione di guerra. E chi poteva organizzare un’azione di tali proporzioni se non chi era alle dirette dipendenze del potere politico di quei giorni?!? Perchè, se così non fosse e quindi se il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ne avesse saputo nulla, allora significa che l’Italia era in mano ad un manipolo di 25 poliziotti che avrebbero potuto fare tranquillamente anche un colpo di stato!

    Qualcosa non quadra, soprattutto se si considera che alcuni di questi poliziotti hanno rischiato più volte la loro vita per il Paese ed hanno ricevuto decine di encomi per le loro azioni contro la mafia o per altri casi difficili (così come descritto nell’articolo sopra riportato). Mi auguro, dopo questo primo ed importante risultato ottenuto con la sentenza di ieri, che le vittime e l’associazione delle vittime della scuola Diaz proseguano il loro percorso di giustizia verso la giusta direzione senza accontentarsi di ciò che l’imperante televisionismo propina loro.

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  • Urla, grida, rumori molesti e sirene di auto della Polizia hanno turbato il quasi silenzio di una strada del centro di Roma in un afoso pomeriggio estivo. Dalla finestra sento voci a me familiari e decido di scendere in strada per dare un eventuale aiuto… in non so cosa stesse accadendo.

    Un barbone, con evidenti segni di instabilità aggravati dal gran caldo, stava “dando di matto” contro l’Hotel San Remo ed il giovane portiere che cercava di tutelare la sua clientela ed il suo lavoro. Chissà per quale suo meccanismo psico-cerebrale, il povero disagiato aveva deciso di scaraventare all’interno della hall dell’hotel i cumuli di immondizia depositati dalle varie attività commerciali sull’antistante marciapiede. Non contento, aveva alzato in aria anche il grande e pesante posacenere cilindrico posto all’ingresso dell’hotel per lanciarlo nella hall.

    In breve sopraggiungono altre due auto della Polizia di Stato e un autoambulanza. Poi, dopo due ore circa, arriva anche un’auto della Polizia Roma Capitale. Tutti, condomini e turisti, aspettiamo un’altra ora e mezza circa l’arrivo di un medico che dovrebbe firmare l’autorizzazione al ricovero coatto del povero barbone.

    Il disagiato, sotto gli occhi di tutti, continua ad aggredire gli uomini in divisa, a battere la testa al muro, a colpirsi violentemente in petto e a prendere a calci e a pugni le auto parcheggiate lì vicino… Eppure, l’abbronzato e sorridente medico in bermuda da spiaggia, dopo una brevissima consultazione lontana dagli occhi indiscreti dei passanti, decide che il soggetto non è da ricovero! A nulla valgono le vivaci proteste dei cittadini che lo accusano di incapacità professionale visto che il barbone continua con le sue aggressioni mentre lui firma un foglio con cui non autorizza il ricovero.

    A nulla valgono le proteste del sottoscritto, che nel frattempo filma l’accaduto, a chiedere agli uomini in divisa di far si che il disagiato sia veramente aiutato e recuperato sotto il profilo della salute! Tre ore e mezza inutilmente trascorse con quattro auto della Polizia, un’autoambulanza ed un medico che hanno lasciato a se stesso ed in mezzo alla strada un povero barbone… che probabilmente, semmai l’avessero trasportato in un Pronto Soccorso, lo “avrebbero rilasciato quasi immediatamente e senza cure”.

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