MICHELE PIACENTINI UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

NOTIZIE

  • Addio Sasà Rosario Bentivegna

    Si sono svolti stamani i funerali di Rosario Bentivegna, uno degli uomini più discussi nella storia della Repubblica Italiana e noto a tutti principalmente per i fatti di Via Rasella avvenuti a Roma durante la seconda guerra mondiale. Erano presenti molti partigiani, molti giovani di sinistra ed anche Valter Veltroni alle cerimonia svoltasi nella sede principale della Provincia di Roma, ai quali è stato rivolto il sentito ringraziamento della figlia di Sasà.
    Chiunque è intervenuto ha voluto sottolineare gli aspetti tipici del carattere di Rosario Bentivegna, simpatico, allegro e sempre fiero di essere stato un partigiano che ha combattuto, in tempi di guerra, per la libertà di Roma e dell’Italia dall’oppressione dei tedeschi e dei fascisti.
    Oggi ho voluto essere presente per rivolgere il mio saluto di gratitudine per tutto ciò che lui, unitamente ai suoi compagni, ha fatto affinché si concretizzasse quella vera democrazia che tutti noi desideriamo e per portare simbolicamente il saluto di mio padre Tullio Piacentini, suo amico e compagno di battaglie. Ricordo che nel 2004, su richiesta di mio padre che nel frattempo si era ritirato a vita privata nei pressi di Ginevra, partii da Roma per andare a prenderlo e condurlo al Campidoglio dove fu allestita la camera ardente di Carla Capponi, compagna di vita di Sasà e fiera partigiana anche lei.
    Dopo gli insegnamenti ricevuti sui valori della libertà e sull’importanza di combattere per essi, non avrei mai potuto mancare all’estremo saluto che in cuor mio sentivo di rivolgergli con la mia semplice presenza. Non avrei mai potuto tradire il sentimento fiero di chi in passato ha rischiato la propria vita per condurci in uno stato di libertà sociale
    che fino a poco più di sessant’anni fa non conoscevamo ancora. Ma soprattutto non avrei mai potuto tradire l’importanza delle migliaia di azioni compiute dai tantissimi partigiani e dagli innumerevoli civili che hanno perso la loro vita per la libertà loro e dei loro cari, deportati nei campi di concentramento o sommariamente giustiziati per le strade del nostro bel paese.
    Oggi, al funerale di Sasà, mi avrebbe fatto piacere, come avvenne nel 2004 per Carla Capponi, rivedere Giorgio Napolitano così come sarebbe stato doveroso far si che il Primo Cittadino di Roma avesse trovato il sistema di mettere a disposizione il Campidoglio per l’estremo saluto ad un uomo valoroso come Rosario Bentivegna che, fino all’ultimo dei suoi giorni, ha dovuto sempre combattere le strumentalizzazioni mediatiche e propagandistiche della sua azione in Via Rasella… scaturita da un sorteggio casuale.
    Probabilmente, però, la lunga battaglia per la democrazia non è ancora finita e l’augurio migliore è quello di cogliere questa triste ma importante occasione per far capire ai giovani come siano andati realmente i fatti che ci hanno portato a far parte di una Repubblica fondata sulla Democrazia.

    Michele Piacentini

    No Comments

Leave a Reply