MICHELE PIACENTINI UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE
  • Dis-occupazione suolo pubblico

    Spesso capita di andare al bar a prendere un caffè con gli amici e qualche volta avviene che ci si accomoda ai tavoli posti all’esterno, sul marciapiede. Se si conosce il proprietario del bar o se il cameriere è cordiale può capitare anche di scambiare qualche simpatica battuta con loro. Così è accaduto di recente: uno di noi, scherzando sulla comanda sbagliata, aveva suggerito al proprietario del bar di prendersi qualche giorno di riposo e lui, con l’immancabile sorriso di sempre, aveva risposto che avrebbe voluto però non poteva, nemmeno per la santa domenica, perché doveva raccogliere i soldi per pagare la tassa comunale sull’occupazione di suolo pubblico… 1.500 euri al mese per circa 10 tavoli!!!

    Mai caffè ci fu più amaro di quello! In poche parole, nonostante il bar fosse affollato di avventori italiani e stranieri, era emersa la difficile situazione dell’attività stessa: 1.500 euro di tassa comunale per l’occupazione di suolo pubblico, 4.000 euro di affitto, personale, imposte, utenze, fornitori, ecc., ecc., senza contare il “cecchino Equitalia”…

    Scambiando qualche altra parola con il volenteroso gestore, mi era venuto spontaneo chiedergli come avrebbe pensato di affrontare il problema e la risposta è stata giustamente un po’ scontata: rinunciare ai tavoli esterni ed al personale in più addetto a questo servizio. Questa è stata la stessa risposta che mi avevano dato numerosi altri commercianti che avevo interpellato nei giorni successivi. Ognuno di loro vorrebbe portare avanti la propria attività con passione e dedizione e come fa da decenni ma i costi fissi, per la maggior parte tasse e concessioni, recentemente hanno raggiunto importi insostenibili!

    E’ necessario che il Comune di Roma si renda conto che la “dis-occupazione del suolo pubblico” impoverisce le attività, le famiglie dei dipendenti che verrebbero licenziati, tutto il sistema di fornitori e varie ad esse connesse ed il Comune stesso, in quanto subirebbe un grave calo di incassi relativi alla tanto discussa (per il tipo di gestione amministrativa che vi è dietro) voce dell’occupazione di suolo pubblico.

    Pensare Piazza Navona o Campo de’ Fiori impoverite dalla miseria è una delle immagini che Roma non può permettersi!

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