MICHELE PIACENTINI UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE
  • Giustizia uguale per tutti

    GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI

    Come è noto la Legge in Italia, nei fatti, non è uguale per tutti. Sorvolando ora sui molti singoli casi di immunità varie, di arresti domiciliari discutibili o, peggio ancora di leggi ad personam delle quali usufruiscono certe persone “altolocate”, c’è un problema di fondo che rende la legge iniqua: il denaro necessario per ottenere giustizia.

    Affrontare un processo civile “semplice” per ottenere un diritto significa dover affrontare la spesa minima di 250/300 euro di marche da bollo varie ed un acconto minimo al proprio legale che solitamente è di circa 500 euro, per un totale di circa 750/800 euro e cioè, poiché molti lavoratori percepiscono ancora uno stipendio rimasto ai valori della Lira, pari a £ 1.500.000/1.800.000 rispetto alla media degli stipendi rimasta a circa 1.400.000 £ire. Un costo di tale portata incide notevolmente sul bilancio di una famiglia media e spesso, visto che trattasi di una causa “semplice”, queste persone rinunciano ad un loro diritto perchè troppo costoso.

    Altra dimostrazione della recente giustizia malsana emerge anche da quello che era nato come il tribunale dei cittadini, il Giudice di Pace, che in origine doveva amministrare questioni ancora più semplici come, per esempio, i ricorsi avverso le sanzioni del codice della strada o altre che nel loro valore complessivo non dovevano superare la somma di 5.000.000 di Lire. Ebbene, ora presentare un ricorso al Giudice di Pace per una multa ingiusta del valore ipotetico di 80 euro costa 38 euro di fascicolo da destinare al tribunale e circa 100 euro di disturbo al proprio avvocato. Diversamente dai principi originari dell’istituzione del tribunale del Giudice di Pace, non è più sempre possibile presentare un ricorso senza l’assistenza di un legale e quando ciò si rende formalmente possibile si riscontra un’elevata percentuale di cause perse da parte dei cittadini. In un rischio così elevato di poter perdere una causa “banale”, o in termini di denaro o in termini di giudizio processuale, molte persone sono spinte a rinunciare ad un loro diritto pagando l’ingiusta contravvenzione stradale.

    Inoltre, ad ognuna delle cause menzionate ed indipendentemente se il cittadino è vincitore o soccombente nel giudizio, va aggiunto il costo della dell’Agenzia delle Entrate che, qualche mese dopo e tramite gli uffici per la riscossione dei tributi, notifica la pretesa economica del 3% del valore della causa…

    Tutto quanto sopra menzionato, senza entrare ora nel ginepraio delle cause più complesse o addirittura di quelle in ambito penale dove molto ci sarebbe da dire sulla responsabilità di certi magistrati, evidenzia il forte disprezzo che moltissimi cittadini provano nei confronti della giustizia italiana. Una cosa è certa, la Giustizia in Italia è iniqua e la Legge che dovrebbe applicarla è ancor più inadatta rispetto ai valori di Democrazia e dei Diritti Sociali che invece sempre più vengono calpestati.

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