MICHELE PIACENTINI UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

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  • L’Onore della Marina Italiana

    I fatti recenti della nave Concordia hanno sollevato un giusto ed ampio coro di proteste da parte di tutta l’opinione pubblica soprattutto per l’atteggiamento del suo comandante Schettino che, a pochi metri dalla costa, non è riuscito a mettere in salvo la vita di tutti i passeggeri abbandonando per primo la nave stessa e facendola parzialmente affondare in mezzo bicchiere d’acqua.  Sicuramente le indagini della magistratura troveranno le responsabilità e condanneranno le azioni di persone e/o di armatori che hanno portato l’intera vicenda ad assumere aspetti e toni assurdi e paradossali… schernendo, agli occhi di tutto il mondo, il valore dei marinai italiani.

    Personalmente, però, mi piacerebbe che i media cercassero di difendere l’Onore della Marina italiana, militare e civile, che ha caratterizzato per molti secoli la nostra storia e che si è contraddistinto, nell’ultimo conflitto mondiale, per molte azioni eroiche conosciute da poche persone.
    Lo scorso venerdì 17 febbraio 2012, nel corso di un’importante trasmissione televisiva, è stato intervistato il Comandante in seconda della nave civile Andrea Doria (affondata nel 1951 per speronamento) che ha parlato di “onta che ci porteremo dietro per cento anni”. Il profondo significato di questa espressione che nulla ha a che vedere con l’immagine esteriore della recentissima cultura alla quale siamo abituati, mi porta a scrivere questo invito ai media che volessero raccoglierlo per testimoniare il valore dell’Onore della Marina Italiana attraverso un gesto ufficialmente definito eroico e che ha valso la Medaglia di Bronzo al valor militare a mio zio Alfredo Piacentini, ahimè mai conosciuto.
    In un conflitto navale notturno del 1943, la flotta militare inglese (dotata di radar) aveva bombardato ed affondato molte navi italiane e in una di queste si trovava il 26enne Cannoniere Capo Alfredo Piacentini che continuava ad armare i cannoni del Cacciatorpediniere Fulmine per sparare, in mancanza della strumentazione radar, in direzione della provenienza delle cannonate delle navi inglesi. Non so dire quanto il suo gesto possa essere stato d’aiuto per far mettere in salvo più commilitoni possibili, però so con certezza che è stato uno degli ultimi ad abbandonare la nave prima che venisse completamente risucchiata dalle acque del Mediterraneo.
    Il fratello (mio padre), il Capitano Tullio Piacentini e assegnato ad altro Cacciatorpediniere, non ha mai gradito la magra consolazione della Medaglia di Bronzo, come è comprensibile immaginare, ma è sempre stato orgoglioso fino agli ultimi giorni della sua vita di aver appartenuto alla Marina Militare per “i tanti insegnamenti di vita che questa vita gli aveva dato”.
    Indipendentemente da questo episodio che ha caratterizzato un aspetto ed un periodo della mia famiglia, ritengo di conservare in me quel senso dell’Onore della Marina per come mi è stato insegnato ed in virtù di ciò trovo incomprensibile ed ingiustificabile il gesto del comandante Schettino di abbandonare la nave per primo… ma soprattutto di abbandonare le migliaia di passeggeri civili alle loro sorti. Mi auguro, quanto meno per l’Onore della Marina, che Schettino si sciolga dagli aspetti legali e contrattuali nei quali è vincolato con l’armatore e che riesca a trovare il modo migliore per far rivalutare questo importante valore che lui stesso, nella sua qualità di Comandante della Concordia, ha intaccato.

    5 Comments

5 Responses to “L’Onore della Marina Italiana”

  1. Cool blog!

  2. enrico ferrari said on

    Message: Buongiorno caro Piacentini, sono capitato casualmente sul suo blog, mentre affinavo una ricerca sul ct Fulmine, ove era imbarcato mio padre, Giuseppe Ferrari classe 1915. Nelle carte di mio padre ho trovato traccia di Alfredo Piacentini, erano amici e commilitoni. Mio padre, per sua fortuna, sbarcò dal ct Fulmine il 4 novembre 1941, cinque giorni prima del tragico affondamento, per passare alla Corazzata Giulio Cesare. Se le può interessare posso inviarle copia del suo diario di bordo ove mio padre descrive la tragica scomparsa dei suoi amici e commilitoni. Conservo anche un biglietto a stampa voluto dalla famiglia Piacentini in ricordo di Alfredo. Per quanto riguarda la sua riflessione nel blog, a proposito dei fatti del Concordia, le posso dire che anche noi in famiglia abbiamo subito pensato all’eroismo dei marinai del Fulmine, e in particolare al suo Comandante Mario Milano. Un caro saluto, Enrico Ferrari.

  3. Michele said on

    Gentilissimo Enrico Ferrari, la notizia che mi da è profondamente emozionante perché, nonostante la mia giovane età rispetto alla data di nascita di mio padre Tullio, ho sempre e comunque portato avanti il credo che lui ed il fratello Alfredo avevano in ciò che facevano. Sono lietissimo di riscontrare questo sentimento da parte Sua e di Suo padre… soprattutto se ciò che proviamo viene messo a confronto con l’episodio del Concordia. Ad ogni modo sarei molto felice di poter avere questo materiale perché mi sarebbe utile inserirlo in un memoriale che sto scrivendo da oltre 7 anni sulla vita di mio padre, recentemente rivalutato dai media per la sua inventiva nella creazione dei Videoclip Musicali… ma come Lei stesso può immaginare ogni tanto scopro qualcosa di nuovo che, fortunatamente, mi impedisce di segnare il punto finale di questa storia. La figura fraterna e la successiva perdita di Alfredo ha segnato profondamente lo spirito di mio padre e di tutta la famiglia Piacentini. Per questa ragione lo cito sempre in tutti i convegni dedicati a Tullio Piacentini. Leggere la Sua email, avere le notizie ed il materiale che mi ha indicato mi commuove perché riscontro i valori secondi i quali sono stato educato… da persone d’altri tempi e d’altro Onore. Grazie infinatamente per la Sua email e per la volontà di aver conservato questo materiale documentalmente ed umanamente importante.

  4. Author, can you email me? jessefeistdsjvn@hotmail.com

  5. Allo!
    My email: michelepiacentini.socialista@gmail.com

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