MICHELE PIACENTINI

UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

  • IN LIBRERIA “LUIGI TENCO” biografia scritta da Michele Piacentini

    Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’e già tanta gente che parla, parla…” Luigi Tenco​

    La figura di Luigi Tenco, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, è ancora carica di mistero e non manca mai di riempire pagine di giornali e trasmissioni televisive. Era la notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 quando il corpo del cantautore venne trovato privo di vita per un colpo di arma da fuoco che nessuno udì mai. Pochissime ore prima era stato eliminato dalla gara canora del Festival della Canzone Italiana di Sanremo dove aveva partecipato in coppia con la cantante Dalida, interpretando il brano Ciao amore, ciao. Per la prima volta con Luigi Tenco, nel mondo della canzone, si scontravano duramente pensieri diversi che evidenziavano i conflitti tra le sue canzoni innovative e quelle proposte dal Festival, ma soprattutto tra l’indipendenza degli artisti e l’industria musicale.

    In questo libro l’autore Michele Piacentini, da anni portavoce della famiglia Tenco, ripercorre le passioni e i successi del poliedrico artista portando alla ribalta tutti i fatti della sua esistenza, eliminando così le numerose testimonianze, spesso postume, che troppe volte hanno limitato la possibilità di far emergere la verità sulla sua vita e il valore del suo immenso patrimonio culturale e musicale.

    Michele Piacentini è editore della rivista «Les Artistes» e proprietario dell’omonima organizzazione di promozione e produzione di spettacoli e artisti. Inoltre è autore di spettacoli teatrali, di soggetti cinematografici e televisivi, di numerosi articoli di ambito culturale e sociale, di libri di settore, ed è regista di videoclip musicali e di documentari. Tra i suoi incarichi principali, è il portavoce della famiglia di Luigi Tenco e Direttore Eventi del Museo Vespa Bici & Baci di Roma.

    Per  Info e interviste all’autore: Elisabetta Tranchina – ufficio stampa Imprimatur

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  • Da diversi anni, cioè da quando sono stati riscoperti e restaurati alcuni filmati musicali nei quali era presente Luigi Tenco e realizzati dal regista-produttore Tullio Piacentini, il figlio Michele ha avviato l’iniziativa di riscoperta dei valori umani e culturali del cantautore denominata, per l’appunto, Memorial Luigi Tenco.

    La collaborazione con il FIM (Fiera Internazionale della Musica), all’interno della quale manifestazione vi saranno concerti, mostre-mercato, seminari ed  con tanti artisti di fama internazionale, cade esattamente a 50 anni di distanza dalla realizzazione di questi videoclip musicali nei quali Luigi Tenco canta ‘Ho capito che ti amo’ e ‘Lo so già’.

    La ricorrenza 1965-2015, quindi, sarà un’importante occasione per poter ammirare, nell’esposizione allestita presso il Padiglione B della Fiera di Genova, immagini ed oggetti unici appartenuti a chi ha fatto la storia della musica italiana e per poter conoscere la grande ricchezza umana, artistica e musicale di Tenco.

    In particolar modo, si evidenzia l’incontro-seminario di sabato 16 maggio pomeriggio curato da Michele Piacentini al quale parteciperanno personaggi e luminari della storia musicale italiana e non solo, ma soprattutto i membri della famiglia Tenco che saranno i testimoni e narratori di un giovane Luigi Tenco dal carattere allegro e sano… aspetto ancora poco conosciuto al grande pubblico.

    Info: www.fimfiera.it - Email  press@fimfiera.it - Tel. +39.010.8606461 - Cell. +39.389.66.00.000

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  • A Genova, presso la Biblioteca Universitaria di Via Balbi 3 e dopo la gloriosa edizione svoltasi lo scorso luglio, giovedì 27 settembre si ripeterà l’omaggio al Poeta Giorgio Caproni abbinato alla lettura di un personaggio del mondo del cinema, Michele Piacentini che a Genova è conosciuto per aver concesso il materiale originale della mostra “Luigi Tenco e Tullio Piacentini: i rivoluzionari della VideoMusica”. L’interpretazione eseguita a luglio del brano “Litanie”, in inattesa accoppiata con la poetessa Laura Accerboni, era riuscita ad ottenere l’entusiasmato applauso di tutti i presenti e ad aveva addirittura strappato anche qualche autografo al produttore-editore Michele Piacentini. Proprio per il gradimento ottenuto anche dal mondo della poesia la direzione della Biblioteca Universitaria ha voluto riproporre la presenza del romano Michele Piacentini, che a sua volta ha confermato la lettura in accoppiata con la giovane genovese Laura Accerboni, per rappresentare il brano “Congedo di un viaggiatore cerimonioso”.

    Il 2012 è l’anno della ricorrenza del centenario della nascita del Grande Poeta Giorgio Caproni. Nato a Livorno, studiato a Genova e maturato a Roma, Giorgio Caproni è sempre stato considerato uno maggiori critici d’arte della metà del ‘900 diventando anche, per diverse case editrici, un eccellente traduttore di testi specialmente di origine francese. Ma per molti, Giorgio Caproni è il grande poeta moderno che ha rivoluzionato lo stile della poesia spezzando la metrica fino ad allora utilizzata con rime più brevi e dirette nel tentativo di combattere l’inadeguatezza delle parole ad esprimere i sentimenti profondi dell’animo: “Buttate pure via / ogni opera in versi o prosa. / Nessuno è mai riuscito a dire / cos’è, nella sua essenza, una rosa.”.

    A lui, giovedì 27 settembre, la Biblioteca Universitaria Genovese (Ministero dei Beni Culturali), dedica il prezioso omaggio della lettura di diverse sue poesie convocando numerosi illustri poeti attuali e critici d’arte.

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  • In pochi ricordano che, anni fa, i film che andavano in proiezione nelle sale cinematografiche non potevano essere programmati in tv prima di cinque anni.

    Poi, negli anni ’80-’90 circa,  con la presenza sempre più prepotente della Tv nelle case delle persone, i cosiddetti televisionari si accordarono per far eliminare questo arco di tempo di stacco tra i cinematografi e le emittenti televisive. A ben poco valsero le proteste dei distributori e dei gestori cinematografici che volevano impedire l’abrogazione di quella norma che tutelava il settore cinematografico e riuscirono soltanto ad ottenere, e per pochi tempo, la diminuizione del periodo da 5 a 3 anni.

    Nel frattempo, in supporto al fenomeno televisivo, si aggiunse l’invenzione e la diffusione di massa dei vhs (le videocassette magnetiche) e successivamente dei dvd (l’evoluzione del cd audio) che, con il pretesto dei film a noleggio, permisero alle grandi catene di distribuzione di annientare quel periodo di stacco inventando il fenomeno dell’home-video, le videocassette a noleggio per vedersi i film a casa.

    Dopo pochi anni dalla diffusione di massa in tutte le città ed i paesini d’Italia dei vari noleggiatori di vhs/dvd, che avevano ovviamente sgretolato e smantellato tutto il settore della distribuzione cinematografica, è stato molto più semplice e veloce (e con modalità quasi silenziose) poter ottenere delle norme che agevolassero i televisionari nel loro libero esercizio di proiettare film in televisione o addirittura nelle “pay-tv” (canali televisivi a pagamento) senza dover necessariamente aspettare nessun periodo di stacco.

    Non è vero il luogo comune (spesso imbeccato dalla tv) che il Cinema è finito per colpa della pirateria! Ma è molto più verosimile che il Cinema, una delle arti intellettualmente indipendenti da ogni regime, sia stato annientato da quei pochi televisionari (R.T.I. poi divenuta Fininvest e ancora dopo Mediaset) e distributori (Medusa di proprietà della Mediaset/Finivest) che sin dagli anni ’80 si arricchiscono fino a tutt’oggi con la monopolizzazione delle produzioni e delle distribuzioni cine-tv (cinema e fiction) destinate al mercato monopolizzato della tv!

    Non è casuale che l’allungamento del diritto d’autore sia stato passato (con Silvio Berlusconi nei panni di Presidente del Consiglio dei Ministri) da 50 a 60 anni… Dieci anni in più di proventi SIAE quanto denaro fruttano a Berlusconi? Una vera enormità! Una montagna di soldi pagati dai tanti autori iscritti alla SIAE e dai tanti speranzosi di un posto di lavoro in qualche fiction come manovale o tecnico e che mai arriverà! Così come non arriverà nessuna proposta di recupero della smantellata storica Cinecittà e per la quale ormai sono ben disegnate altre destinazioni d’uso.

    Per questa ragione i cineasti italiani devono prendere coraggio e riaffrontare il problema alla radice pretendendo e cercando di ottenere di nuovo un periodo di stacco tra la proiezione in sala e la proiezione in tv. Ciò consentirebbe di far riaffacciare in Italia le produzioni indipendenti, le produzioni straniere e soprattutto invoglierebbe i piccoli e medi produttori italiani ad investire qualche decina di migliaia di euro per un singolo film puntando anche semplicemente agli incassi delle sale cinematografiche… solo se avessero la certezza dell’indipendenza di queste da tutto il mondo della televisione.

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