MICHELE PIACENTINI

UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

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  • LETTERA APERTA a ALDO FEGATELLI alias COLONNA

    (in risposta alla sua lettera aperta mai inviata al destinatario Michele Piacentini)

    c/o Facebook/aldo.colonna.90

    Aldo,

    recentemente sono stato informato da altre persone della tua “lettera aperta” indirizzata alla mia persona ma che non mi hai mai spedito… sebbene tutti i miei contatti (email, telefono, ecc.) siano da sempre pubblici e di libera fruizione per chiunque.

    Non credo che questa modalità di pubblicare e divulgare le notizie, semmai tollerata dall’Ordine dei Giornalisti, abbia a che fare con la trasparenza. Anzi, ritengo che evidenzi un tuo rancore che forse vorrebbe trovare chissà quale soddisfazione all’ego attraverso un linguaggio scivoloso e un’autocelebrazione dei tanti libri e interviste che hai fatto sulla vita di Luigi Tenco. Tutto ciò, peraltro, in modo contorto e cercando di mettere in cattiva luce gli altri, anche il portavoce della famiglia Tenco (forse perché ti negai l’utilizzo dei filmati realizzati da mio padre su Tenco?!?) e la stessa famiglia Tenco (solo tu sai il perché).

    Per tua sfortuna, però, io non mi chiamo Tenco e non ho la loro pluriennale e proverbiale capacità di sopportazione delle subdole e gratuite offese che hai scritto! Quindi, in totale autonomia (così come è avvenuto anche per la stesura del mio libro “Luigi Tenco” che mi è stato chiesto dall’Editore che si è posto in modo molto rispettoso verso Tenco), in assoluta libertà dei provvedimenti che deciderò di prendere nei tuoi confronti, con il vento in poppa dei miei decenni di esperienze in ambito spettacolo e cultura e nonostante la mia rinomata pazienza durante i confronti (con le persone in buona fede), sono certo che finché non giungeranno le tue scuse, sconsiglio vivamente un incontro con te per un caffè al fine di evitare di vederti prendere l’uscita del bar a suon di pedate.

    Venendo alle tue risentite osservazioni (offese) contro la mia opinione sulla moralità e sull’opportunità o meno della riesumazione della salma di Luigi Tenco nel 2006, su cui ho espresso nel mio libro un dissenso in via generica, con la tua lettera aperta ti sei chiamato in causa da solo. Non so se voleva essere un pretesto, di basso livello, per dare visibilità ai tuoi libri ma in ogni caso hai dimostrato il tuo intelletto saccente, sin dalle prime righe, scrivendo “circa il presunto sonno dei defunti che denota una ignoranza ancorata a credenze animistiche”. Tra le persone normali questa credenza si chiama RISPETTO! Rispetto per i defunti! Rispetto per i familiari dei defunti! Più in generale, rispetto per gli altri!

    Ribadisco la mia opinione: stando all’esito della riesumazione (2006) ed essendo già noto il fatto che sulla testa di Tenco ci fossero due fori (1967), è stato uno scempio aver mancato di rispetto alla salma di Luigi Tenco devastandola per eseguire l’autopsia, riponendola poi in un sacchetto di plastica all’interno della bara… per giungere ad una conclusione analoga a quella di trentanove anni prima! Su questo punto sarebbe stato meglio tacere anziché andarne fiero e arroccarti dietro il concetto “Luigi Tenco patrimonio universale” per giustificare le tue esternazioni e alcune delle tue azioni, quale (un esempio fra tanti) la prossima presentazione di un ennesimo tuo libro su Tenco con il supporto dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria e pubblicizzato come evento culturale utile alla città… sulle spoglie di Luigi Tenco…

    Io non amo il tuo modo di porti e non stimo il tuo atteggiamento verso alcune persone dopo che passano ad altra vita, vedi Lucio Dalla che descrivi “in camera sua con un eterosessuale” o Valentino Tenco che ringrazi mentre gli denigri la famiglia o ancora quando fai narrazioni ambigue su altri personaggi, compresi Dalida e lo stesso Luigi Tenco. Tutto ciò, a mio avviso, ti allontana dalla professione del giornalista e ti avvicina a quella del “gossipparo”. Inoltre, sono fermamente convinto che questo stile non sia utile alla ricerca della verità. Nonostante tutto ti ho sempre serenamente e felicemente ignorato.

    Ma visto che attraverso la tua lettera aperta sembra che tenti di darti qualche credibilità accusando gli altri e dato che in alcuni programmi televisivi hai affermato che un giornalista argentino ti ha confidato che Luigi Tenco è stato ucciso, allora ti invito ad essere chiaro quando parli: non ostacolare la giustizia e rivela i nomi degli assassini di Luigi Tenco (anche il nome del giornalista argentino)! Così nessuno potrà pensare a te come a colui che grida allo scandalo inconsistente per interessi editoriali o, peggio ancora, come al buffone.

    A proposito di chiarezza mancata, visto che nella tua lettera aperta ti sei firmato a nome di “tutti coloro che hanno spinto per la riesumazione della salma di Luigi”, abbi anche il coraggio delle tue dichiarazioni e scrivi i nomi e i recapiti di tutti coloro che avrebbero firmato la tua lettera aperta. E non dimenticare i nomi dei magistrati che hanno spinto per la riesumazione e che avrebbero firmato anche questa tua lettera…

    Cortesemente, indica anche il nome del giornalista americano che ti avrebbe preparato la copertina del TIME con la tua faccia a pagina intera. Io sapevo che fosse un’applicazione di alcuni telefonini di qualche anno fa e che ormai non viene più usata nemmeno dagli adolescenti…

    Senza ironia.

    Roma, 19 aprile 2017

    Michele Piacentini

     

    Lettera aperta di “Aldo Fegatelli alias Colonna”: http://luigitenco60s.forumfree.it/?t=73892227

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  • IN LIBRERIA “LUIGI TENCO” biografia scritta da Michele Piacentini

    Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’e già tanta gente che parla, parla…” Luigi Tenco​

    La figura di Luigi Tenco, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, è ancora carica di mistero e non manca mai di riempire pagine di giornali e trasmissioni televisive. Era la notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 quando il corpo del cantautore venne trovato privo di vita per un colpo di arma da fuoco che nessuno udì mai. Pochissime ore prima era stato eliminato dalla gara canora del Festival della Canzone Italiana di Sanremo dove aveva partecipato in coppia con la cantante Dalida, interpretando il brano Ciao amore, ciao. Per la prima volta con Luigi Tenco, nel mondo della canzone, si scontravano duramente pensieri diversi che evidenziavano i conflitti tra le sue canzoni innovative e quelle proposte dal Festival, ma soprattutto tra l’indipendenza degli artisti e l’industria musicale.

    In questo libro l’autore Michele Piacentini, da anni portavoce della famiglia Tenco, ripercorre le passioni e i successi del poliedrico artista portando alla ribalta tutti i fatti della sua esistenza, eliminando così le numerose testimonianze, spesso postume, che troppe volte hanno limitato la possibilità di far emergere la verità sulla sua vita e il valore del suo immenso patrimonio culturale e musicale.

    Michele Piacentini è editore della rivista «Les Artistes» e proprietario dell’omonima organizzazione di promozione e produzione di spettacoli e artisti. Inoltre è autore di spettacoli teatrali, di soggetti cinematografici e televisivi, di numerosi articoli di ambito culturale e sociale, di libri di settore, ed è regista di videoclip musicali e di documentari. Tra i suoi incarichi principali, è il portavoce della famiglia di Luigi Tenco e Direttore Eventi del Museo Vespa Bici & Baci di Roma.

    Per  Info e interviste all’autore: Elisabetta Tranchina – ufficio stampa Imprimatur

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  • LETTERA APERTA – 8 DICEMBRE 2016. TENCO E LA FEBBRE DEL CINQUANTENARIO SERA

    Grandi personaggi del mondo della musica che parlano a milioni di telespettatori con ricordi deformati dal tempo anziché, se proprio necessario, limitarsi a raccontare i fatti reali su Luigi Tenco. Grandi presentatori della televisione che si approcciano a valutare canzoni con spiegazioni deviate anziché, se proprio necessario, dedicarsi anche soltanto a leggere integralmente i testi di Luigi Tenco. Grandi emittenti televisive che elaborano dossier di cronaca con l’omissione di dettagli importantissimi anziché, se proprio necessario, dedicarsi a fare giornalismo sul contesto in cui è stato scoperto l’epilogo di Luigi Tenco. Grandi scrittori che raccontano la vita altrui con dovizia di particolari démodé anziché, se proprio necessario, precisare le differenze storiche e culturali profondamente cambiate in cinquant’anni dalla scomparsa di Luigi Tenco. Grandi etichette musicali che elaborano progetti con semplici raccolte anziché, se proprio necessario, impegnarsi a dare il valore aggiunto dello spirito con cui le canzoni erano state scritte da Luigi Tenco. Grandi organizzazioni di spettacolo che celebrano omaggi con tributi più autocelebrativi e commerciali anziché, se proprio necessario, sforzarsi per attenersi al titolo stesso delle loro manifestazioni che hanno voluto dedicare a Luigi Tenco. Grandi enti di promozione turistica e culturale che vorrebbero la figura di Tenco tra i personaggi cosiddetti commerciali della canzone italiana anziché, se proprio necessario, dedicarsi a rispettare la storia di chi realmente ha voluto rendere omaggio alla musica d’autore di Luigi Tenco.                                

    A tutto ciò, che è soltanto una piccola parte di quanto in questo periodo vira intorno alla figura di Tenco, si aggiungono le innumerevoli piccole iniziative di chi, per esempio, ostenta sentimentalismo strumentalizzando “migliaia di sostenitori” sui social che invece sono soltanto dei “likes” ottenuti spesso con annunci a pagamento per divulgare chissà quali teorie; oppure di gente che, redarguita sull’uso improprio del nome di Luigi Tenco nel corso di manifestazioni non ufficiali, grida strumentalmente al vittimismo per eventi che già non erano stati approvati dagli enti pubblici che incautamente in passato avevano patrocinato e finanziato le stesse manifestazioni di spettacolo a pagamento; oppure di persone che, redarguite già da anni sull’uso delle immagini di Tenco previa autorizzazione degli eredi e degli altri aventi diritto, pretenderebbero addirittura che gli eredi Tenco “si mettessero le mani in tasca” per finanziare le loro iniziative locali; oppure di amministratori locali che, dall’alto delle loro poltroncine di Consigliere Comunale di un piccolissimo centro abitato, vorrebbero malamente sollevare terzi soggetti dall’incarico della gestione del Centro Studi Luigi Tenco (per semplicità definito museo) assegnato dai loro stessi colleghi para-politici…

    A tutto questo, che sembra essere per gran parte una psicosi epidemica, non può che giungere la scelta di fare un passo indietro da parte del sottoscritto. In particolare, come già chiesto da diverso tempo al Sindaco di Ricaldone e ritenendo che la cittadina che rappresenta non sia ancora sufficientemente matura per sostenere lo spessore internazionale di un personaggio come Luigi Tenco, confermo l’intento di non voler seguire più le iniziative del cosiddetto museo al fine di evitare qualsivoglia strumentalizzazione politica locale e critiche rivolte alla mia persona in qualità di ufficio stampa della famiglia Tenco per scelte doverose ed obbligate in tema di diritto d’immagine e diritto morale. Purtroppo le sollecitate e mancate risposte del Comune di Ricaldone a questo riguardo hanno permesso l’ingiusto proliferarsi di battibecchi spiccioli degni soltanto di repliche tramite legali e che, invece, vengono ancora pazientemente ribattute con tolleranza ormai sfiancata e la presente rinuncia.

    Né il sottoscritto né tantomeno gli eredi Tenco hanno mai ostacolato alcuna manifestazione né filosofia di pensiero di nessuno, come la storia dimostra. Gli unici argomenti che sono stati giustamente osservati, redarguiti o segnalati sono quei pochissimi eventi nei quali si è resa importante la salvaguardia dell’immagine di Luigi Tenco la cui vita e spirito erano, sono e rimangono un bene intimo della sua famiglia. Qualora fosse necessario precisarlo, sottolineo anche il fatto che i doverosi inviti formali sul proibire l’uso improprio di immagini e di filmati, oltre che legittimo, spesso però scaturisce dalle segnalazioni che provengono da parte degli aventi diritto allo sfruttamento e/o dai legittimi proprietari. Come la storia dimostra, e questo vale anche per il filmato musicale “Ho capito che ti amo” di mio padre Tullio Piacentini, finora non è mai stata spedita alcuna richiesta di danni per immagini e filmati usati senza autorizzazione o addirittura manipolati con la sovrimpressione di scritte che nulla hanno a che vedere con gli aspetti culturali e musicali. La tolleranza adottata finora ed insita nella natura dello scrivente, oltre che degli eredi di Luigi Tenco, vuole essere un ennesimo segnale di disponibilità e buon senso… anche se sembra esser passato inosservato ai più e alla quasi totalità degli organizzatori dei vari tipi di programmi.

    Tuttavia mi auguro che la creatività musicale, la filosofia di vita, i valori sociali e lo spirito goliardico di Luigi Tenco saranno gli aspetti principali e sicuramente i più nobili che potranno essere ricordati nel corso del 2017, per i cinquant’anni della sua scomparsa.

    Auspico che chi eredita la storia delle organizzazioni del 1967, a mio avviso colpevoli dell’ingiusta discriminazione del cantautore Luigi Tenco perpetuata nei decenni, abbia le capacità ed i mezzi per rivolgere le doverose scuse istituzionali a lui e alle persone, in primis i familiari, che ne hanno dovuto subire le conseguenze nel corso dei lunghi decenni. Un eventuale cambiamento reale in tal senso potrebbe essere un modo concreto per far conoscere Luigi Tenco e le sue canzoni, non soltanto durante “i bagni di folla” che ricorreranno con quella che sembra essere la “febbre del cinquantenario sera”, ma anche e soprattutto per gli anni a seguire.

    Michele Piacentini

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  • Sabato 19 marzo 2016, Concerto-Evento eseguito dal mezzosoprano ANTONELLA LA TERRA INGHILTERRA & Friends con il Patrocinio della Città di Pescara. Serata di Gala presentata dall’attore Piero Di CarloEvento di beneficienza a favore dell’AIRC, Parte dell’incasso verrà devoluto alla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

    Love Songs – Omaggio a Luigi Tenco è un evento musicale ideato per dare voce a gesta e parole d’amore attraverso le canzoni di celebri personaggi del panorama nazionale ed internazionale e che spera di poter dare il più ampio contributo possibile a coloro che necessitano, per l’appunto, di amore e di supporto concreto.

    Antonella La Terra Inghilterra, mezzosoprano di ricche e prestigiose esperienze musicali quali le esecuzioni per il Premio Oscar Luis Bacalov e la raccolta di varie canzoni del suo cd album “Sulle ali della mia voce”, è la voce principale dell’intera serata che racconterà l’armonia dell’amore interpretando brani di vario genere, dal classico al lirico e dalla musica leggera alle colonne sonore.

    I tributi alle personalità del mondo della musica che si sono dedicate al genere Love Songs saranno diversi, non ultimo quello preparato per il recente e meritatissimo Premio Oscar Ennio Morricone.

    L’Omaggio a Luigi Tenco rappresenta il simbolo di questo evento perché la sua figura, le sue musiche e le sue parole riunivano ben oltre cinquanta anni fa i valori dell’amore e dell’altruismo.

    Il 21 marzo inizia la primavera e simboleggia il momento in cui sbocciano gli amori, nella natura e negli esseri umani. Ma il 21 marzo è anche il giorno della nascita di Tenco, un ragazzo ed un poeta che in pochi anni di vita aveva saputo osservare e cogliere l’essenza dello spirito umano e le diversità sociali. A lui e alla sua nascita, uno degli ospiti della serata Sir Michele Piacentini e la stessa Antonella La Terra Inghilterra, hanno voluto rivolgere questo tributo musicale.

    Gli Artisti che sabato 19 marzo 2016 saliranno sul palco dell’Auditorium Petruzzi di Pescara, oltre al mezzosoprano Antonella La Terra Inghilterra, saranno vari e tutti di grande valore e talento.

    Il filo conduttore tra loro e gli interventi degli Ospiti della Serata di Gala sarà l’attore-presentatore Piero Di Carlo, personaggio di spessore nel mondo dello spettacolo ed artefice di una delle prime partite di calcio organizzate per beneficienza tra la Nazionale Attori Cinema ed una squadra Cappuccini di Pescara.

    Tra gli altri, si citano il tenore Marco Iezzi di fama internazionale che si diletterà anche a rivisitare parte della canzone napoletana, gli attori Cris Panniello e Luigi Ciavarelli che porteranno in scena anche alcuni spezzoni del Principe della risata Antonio De Curtis in arte Totò e, non ultimo, il folto Coro di Pescara organizzato su misura per accompagnar l’intera manifestazione ma soprattutto il bellissimo e sicuramente originale finale con la canzone Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco.

    Lo scopo umanitario dell’evento, oltre a regalare amore e passione attraverso la musica, è quello di regalare anche qualche concretezza a chi ne ha bisogno. Per questa ragione è stato deciso di coinvolgere la AIRC Abruzzo-Molise (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) al cui Presidente Maria Franca De Cecco verrà consegnato l’intero incasso della serata, ad eccezione dei costi di affitto della sala e delle autorizzazioni SIAE.

    Il Patrocinio della Città di Pescara è stato il primo importante consenso e riconoscimento di cui gode la manifestazione che oltre al valore istituzionale di pregio ha mostrato, da parte dell’amministrazione comunale e del Sindaco Marco Alessandrini, una spiccata e graditissima sensibilità ai temi trattati attraverso questo concerto-evento.

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  • 50 anni fa nasceva il Videoclip a Roma. Rassegna Video e Fotografica alla Fiera Internazionale della Musica (FIM) presso la Fiera di Genova dal 15 al 17 maggio 2015. Esattamente 50 anni fa nasceva l’èra dei videoclip musicali attraverso la proiezione in una sala cinematografica di Anzio, cittadina del litorale romano, del lungometraggio Viale della Canzone (aprile del 1965) del regista-produttore Tullio Piacentini.

    Come riscoperto qualche anno fa dal giornalista Michele Bovi (autore del libro “Da Carosone a Cosanostra” edito da Coniglio Editore) tutto ebbe inizio a Roma nel 1959 quando fu presentato alla stampa e al pubblico il Cinebox, una sorta di juke-box con schermo che conteneva 40 pellicole di filmati musicali, attraverso cui si poteva sia ascoltare che vedere le canzoni. Per varie ragioni l’apparecchio non ebbe una grande fortuna ne tantomeno un’ampia distribuzione nei locali da ballo, facendo cadere il pionieristico progetto nel dimenticatoio.

    Tullio Piacentini, che in quel periodo era un distributore ed un gestore cinematografico, ebbe l’idea di inventare un nuovo fenomeno culturale e cioè quello di diffondere questi filmati musicali al grande pubblico proiettandoli nelle varie sale cinematografiche italiane al posto dell’avanspettacolo o dei caroselli che precedevano i film in cartellone. Fu così che, dopo il successo del primo lungometraggio, Piacentini in pochissimi mesi realizzò e distribuì anche in altri paesi europei i film 008 Operazione Ritmo e Questi Pazzi Pazzi Italiani ognuno dei quali conteneva ben 27 videoclip intervallati da altrettanti sketch di cartoni animati umoristici.

    Il successo economico e di popolarità di questi lungometraggi musicali fu indubbiamente legato al fatto che il pubblico ebbe finalmente la possibilità di vedere i propri beniamini della canzone anche nei loro movimenti e con tutta la ricchezza dei colori dei loro vestiti, cosa che fino a quel momento non poteva conoscere bene soltanto tramite le foto dei rotocalchi oppure delle rarissime apparizioni televisive che erano ancora in bianco e nero.

    Centinaia furono i filmati musicali realizzati, prima a Cinecittà e poi a Milano, proprio con il concetto ancora noto a tutti, cioè a colori e della durata di due o tre minuti. Così come decine e decine furono i cantanti italiani che presero parte a questo fenomeno cine-musicale: Luigi Tenco, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Patty Pravo, Enzo Iannacci, Gabriella Ferri, Peppino Di Capri, Adriano Celentano, Nicola Di Bari… e via discorrendo con tanti altri eccellenti nomi.

    Tutto ciò, dunque, sarà possibile vederlo in una rassegna video e fotografica appositamente allestita all’interno della Fiera Internazionale della Musica (FIM), che si svolgerà alla Fiera di Genova dal 15 al 17 maggio prossimo, appassionatamente curata dall’editore Michele Piacentini, figlio del regista-produttore Tullio che 50 anni fa ha avuto il merito di inventare i videoclip decenni prima dell’invenzione della stessa parola ‘videoclip’ avvenuta alcuni mesi dopo l’inaugurazione dell’emittente televisiva MTV (1981).

    Per info: www.fimfiera.itpress@fimfiera.it – Tel. (39) 010.8606461 – (+39) 389.66.00.000

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  • Da diversi anni, cioè da quando sono stati riscoperti e restaurati alcuni filmati musicali nei quali era presente Luigi Tenco e realizzati dal regista-produttore Tullio Piacentini, il figlio Michele ha avviato l’iniziativa di riscoperta dei valori umani e culturali del cantautore denominata, per l’appunto, Memorial Luigi Tenco.

    La collaborazione con il FIM (Fiera Internazionale della Musica), all’interno della quale manifestazione vi saranno concerti, mostre-mercato, seminari ed  con tanti artisti di fama internazionale, cade esattamente a 50 anni di distanza dalla realizzazione di questi videoclip musicali nei quali Luigi Tenco canta ‘Ho capito che ti amo’ e ‘Lo so già’.

    La ricorrenza 1965-2015, quindi, sarà un’importante occasione per poter ammirare, nell’esposizione allestita presso il Padiglione B della Fiera di Genova, immagini ed oggetti unici appartenuti a chi ha fatto la storia della musica italiana e per poter conoscere la grande ricchezza umana, artistica e musicale di Tenco.

    In particolar modo, si evidenzia l’incontro-seminario di sabato 16 maggio pomeriggio curato da Michele Piacentini al quale parteciperanno personaggi e luminari della storia musicale italiana e non solo, ma soprattutto i membri della famiglia Tenco che saranno i testimoni e narratori di un giovane Luigi Tenco dal carattere allegro e sano… aspetto ancora poco conosciuto al grande pubblico.

    Info: www.fimfiera.it - Email  press@fimfiera.it - Tel. +39.010.8606461 - Cell. +39.389.66.00.000

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  • Anniversario della Nascita di Luigi Tenco, svoltosi venerdì 21 marzo 2014 in ViadelCampo29rosso (Genova), con esposizione del Sassofono Selmer messo a disposizione dalla Famiglia Tenco, con presentazione in anteprima nazionale delle cartoline formato postale realizzate dall’Editore Michele Piacentini di Les Artistes.

    Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.lesartistes.it alla pagina “Video”.

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  • Anniversario della Nascita di Luigi Tenco, svoltosi sabato 22 marzo 2014 in ViadelCampo29rosso (Genova), con esposizione del Sassofono Selmer messo a disposizione dalla Famiglia Tenco, con presentazione delle cartoline formato postale realizzate dall’Editore Michele Piacentini e con concerto del Maestro Felice Reggio. Il tutto alla presenza degli amici di Luigi, come il Maestro Gianfranco Reverberi ed il Maestro Giorgio Calabresi.

    Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.lesartistes.it alla pagina “Video”.

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  • 21 marzo 2014. Presentazione delle cartoline postali a dedicate a Luigi Tenco ed esposizione del suo Sassofono Selmer presso ViaDelCampo29rosso in occasione dell’Anniversario della Nascita. Conduce in studio Enrico Cirone.

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  • 18 marzo 2014: Comunicato stampa La Famiglia Tenco e Marco Mengoni fanno il pieno di affetto

    A qualche giorno di distanza dai clamori del clima festivaliero e volutamente in occasione dell’Anniversario della Nascita di Luigi Tenco, si vuole ricordare una delle note che maggiormente hanno emozionato gli animi del pubblico e non solo, cioè quando Marco Mengoni ha detto fuori programma dal palco dell’Ariston “Vorrei ringraziare tutta la famiglia Tenco che ha fatto molti complimenti lo scorso anno (…), ho ricevuto veramente tanto affetto da loro e vorrei salutarli adesso qui (…)”.

    Rispolverando il comunicato stampa del 15/02/2013, ancora si può notare quanto la Famiglia Tenco aveva gradito il grande e sincero impegno di Marco a voler ricantare, dopo 46 anni e da concorrente del Festival, la canzone Ciao Amore Ciao e, prima ancora che Marco fosse votato come vincitore della gara, la Famiglia Tenco non aveva esitato a congratularsi pubblicamente con lui sostenendo che “è come se Luigi avesse vinto il Festival di Sanremo”.

     

    Forse proprio l’animo genuino di Marco è stato il motivo principale che ha spinto la Famiglia Tenco ad andare a conoscerlo di persona assistendo ad un suo concerto di pochi mesi fa che, tra un’atmosfera in platea vivacizzata dai tantissimi giovani fans e la squisitezza della conversazione dietro le quinte tra Marco ed i Tenco, ha permesso di allacciare un sincero legame di stima e di affetto.

    Quindi, ascoltando il suo discorso nella recente 64^ edizione del Festival, la Famiglia Tenco “è ben lieta di ringraziarlo sinceramente per le sue parole di affetto verso la Famiglia Tenco e di stima verso Luigi. Sicuramente – sostengono i Tenco – sarebbe stato ben gradito che la Serata Club fosse dedicata a Luigi ma il saluto e l’affetto di Marco ci ha trasmesso ugualmente sensazioni molto belle e molto profonde. Per questo motivo, cogliendo l’occasione simbolica dell’Anniversario della Nascita di Luigi, siamo felicissimi di ringraziarlo per il suo gesto e di augurargli di essere uno dei nuovi portavoce della musica italiana in tutto il mondo”.

    Michele Piacentini

    Ufficio Stampa Famiglia Tenco

    Michele Piacentini
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  • Tutte le informazioni sul sito www.lesartistes.it

    Il 21 marzo 2014 ricorre l’anniversario della nascita di Luigi Tenco e per l’occasione, con il consenso della Famiglia Tenco che ha in cuore il valore del giovane Luigi nutrendo costantemente il desiderio che il suo messaggio possa essere colto da più persone possibili, verranno ufficialmente presentate le cartoline formato postale presso l’emporio-museo di ViadelCampo29rosso a Genova dove verrà esposto, in via del tutto eccezionale, anche l’ormai mitico sassofono Selmer di Luigi.

    La società LES ARTISTES di Michele Piacentini, venerdì 21 marzo 2014 alle ore 17:00, in occasione del compleanno di Tenco, presenta in anteprima nazionale il progetto culturale ‘Luigi Tenco in cartolina’ presso l’emporio-museo di ViaDelCampo20rosso (Genova) omaggiando tutti i presenti con le cartoline stesse che, in questa fase iniziale e prima che verranno distruibite nei vari negozi di musica sparsi in Italia e all’estero, toccheranno due temi: uno riguardante la partecipazione di Luigi nel film ’008 Operazione Ritmo’ del 1965 e l’altro relativo alla passione del giovane cantautore per le macchine da ripresa.

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  • Festival 2014: anche Fazio uccide Tenco. Caro Fabio Fazio (e/o la Direzione del Festival), riponevo in te qualche vaga speranza di sincero promotore della cultura musicale italiana che ha fatto la storia del Festival e della Rai, ma dopo la “serata club” non ho potuto fare a meno di notare il palese sfruttamento di nomi illustri per tentare di tirar su un’audience televisiva deludente per il Festival.

    La tanto pubblicizzata “serata club”, affermando in qualche articolo di giornale la condivisione dello spirito del Club Tenco, si è trasformata invece in un modesto saluto al Club Tenco e nell’accaparramento di importanti artisti che hai portato sul palco del Festival.

    L’altro ampiamente pubblicizzato omaggio a Luigi Tenco, si è trasformato nella semplice interpretazione di Gino Paoli che non ha nemmeno citato il nome di Tenco ma si è ricordato di menzionare Bindi come persona “massacrata e denigrata”. Pur condividendo il pensiero su Bindi, mi pare che Luigi Tenco non sia stato da meno in questo indiretto massacro e denigrazione, oggi compreso.

    Anche l’altrettanto pubblicizzato omaggio a Tenco da parte di Marco Mengoni ha subito un brusco cambiamento, facendogli cantare il brano di un altro cantautore. Fortunatamente, però, la genuinità di Mengoni ha permesso di rivolgere un sincero saluto alla famiglia Tenco mettendo in evidenza un certo imbarazzo, forse per te imprevisto.

    Il mio sentimento, caro Fazio, è come quello di colui che vede l’ennesima morte di un personaggio che invece merita molto di più e che sicuramente merita di ricevere pubbliche scuse da parte di chi ha cercato di annientare la sua immagine e la sua dignità dal 27 gennaio 1967 in poi, sempre dal palco di Sanremo e sempre da un certo tipo di programmi televisivi della Rai.

    Tornando indietro nel tempo e rileggendo le dichiarazioni fatte per far ripartire con ostentata serenità la seconda serata del Festival del 1967, ho come la sensazione che anche in questo 2014 sia girato una sorta di divieto di citare Luigi Tenco… Sicuramente è solo una sensazione, anche se è un dato di fatto che è stato nominato soltanto una volta e fuori programma.

    Tra l’altro, questa sera non hai ucciso soltanto Tenco, ma anche il tuo valido progetto iniziale per il quale cercavi di dare risalto agli autori italiani e alla cosiddetta Scuola Genovese. Meglio di me dovresti sapere che se questo fenomeno musicale è potuto nascere, è stato grazie al Maestro Gianfranco Reverberi che si è portato a Milano, nella casa discografica di Nanni Ricordi, tutti i suoi amici genovesi e non solo e ai quali ha permesso di far incidere vari dischi, alcuni dei quali sono poi diventati dei grandi successi facendo etichettare questi musicisti come quelli della Scuola Genovese. Ebbene, anzi emmale, questa “serata club” priva di questi valori storici si è rivelata agli occhi di molti telespettatori, che con gli anni diventano sempre più giovani rispetto all’argomento della serata, come una carrellata di musica jurassica… purtroppo.

    Mi dispiace sottolineare questi aspetti, ma le aspettative preannunciate sono state tutte disattese non solo dal mio punto di vista di estimatore dei valori umani di Luigi Tenco, ma anche dal punto di vista di numerosi appassionati di musica, oltre che da quello di tutti i (pochi) telespettatori che hanno espresso la loro volontà di non guardare il Festival.

    L’unica vera condivisione della serata è la meritata vittoria del brano che grida giustizia, tanto per rimanere in tema, per una terra del sole e non per una terra dei fuochi!

    Michele Piacentini

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  • A Genova, presso la Biblioteca Universitaria di Via Balbi 3 e dopo la gloriosa edizione svoltasi lo scorso luglio, giovedì 27 settembre si ripeterà l’omaggio al Poeta Giorgio Caproni abbinato alla lettura di un personaggio del mondo del cinema, Michele Piacentini che a Genova è conosciuto per aver concesso il materiale originale della mostra “Luigi Tenco e Tullio Piacentini: i rivoluzionari della VideoMusica”. L’interpretazione eseguita a luglio del brano “Litanie”, in inattesa accoppiata con la poetessa Laura Accerboni, era riuscita ad ottenere l’entusiasmato applauso di tutti i presenti e ad aveva addirittura strappato anche qualche autografo al produttore-editore Michele Piacentini. Proprio per il gradimento ottenuto anche dal mondo della poesia la direzione della Biblioteca Universitaria ha voluto riproporre la presenza del romano Michele Piacentini, che a sua volta ha confermato la lettura in accoppiata con la giovane genovese Laura Accerboni, per rappresentare il brano “Congedo di un viaggiatore cerimonioso”.

    Il 2012 è l’anno della ricorrenza del centenario della nascita del Grande Poeta Giorgio Caproni. Nato a Livorno, studiato a Genova e maturato a Roma, Giorgio Caproni è sempre stato considerato uno maggiori critici d’arte della metà del ‘900 diventando anche, per diverse case editrici, un eccellente traduttore di testi specialmente di origine francese. Ma per molti, Giorgio Caproni è il grande poeta moderno che ha rivoluzionato lo stile della poesia spezzando la metrica fino ad allora utilizzata con rime più brevi e dirette nel tentativo di combattere l’inadeguatezza delle parole ad esprimere i sentimenti profondi dell’animo: “Buttate pure via / ogni opera in versi o prosa. / Nessuno è mai riuscito a dire / cos’è, nella sua essenza, una rosa.”.

    A lui, giovedì 27 settembre, la Biblioteca Universitaria Genovese (Ministero dei Beni Culturali), dedica il prezioso omaggio della lettura di diverse sue poesie convocando numerosi illustri poeti attuali e critici d’arte.

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