MICHELE PIACENTINI

UN IMPEGNO PER LA CULTURA E IL SOCIALE

  • Sabrina Alfonsi, già Presidente del Municipio Roma I con importanti iniziative al suo attivo a favore della collettività degli abitanti del centro di Roma, si ricandida per lo stesso percorso politico-amministrativo che ha portato numerosi ed importanti risultati per Roma. Con queste parole convoca la cittadinanza alla sua candidatura ufficiale:

    Care Amiche e Cari Amici,

    siamo di nuovo in campagna elettorale.

    Insieme alla Giunta e al Consiglio municipale ho governato in questi tre anni il cuore di Roma, cercando sempre di tenere fede agli impegni presi nella precedente campagna elettorale.

    L’ascolto dei bisogni, il coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte dell’amministrazione, il contrasto all’illegalità e la trasparenza hanno guidato ogni nostra azione di governo per migliorare la qualità della vita delle persone e ricostruire il senso della comunità cittadina.

    Oggi mi ricandido a Presidente del Municipio Roma I Centro, perché c’è ancora molto da fare e non amo lasciare le cose a metà.

    Per vincere queste elezioni e governare insieme il Municipio per i prossimi cinque anni abbiamo bisogno di tutta la vostra forza e di tutto il vostro sostegno.

    Vi aspetto Lunedì 18  Aprile 2016  alle ore 18.00, in Via Candia 138, per l’inaugurazione del mio Comitato Elettorale.

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  • La Politica è un impegno morale che alcuni cittadini, candidandosi e soprattutto venendo eletti, prendono con i loro elettori per ciò che riguarda il programma degli impegni proposti durante le campagne elettorali e con tutti gli altri cittadini per ciò che riguarda l’eventuale ruolo istituzionale che assumo nel caso in cui vengono eletti.

    La Morale, ovvero il comune e sano “sentire” della maggioranza della popolazione determinato dal retaggio storico e culturale della gente stessa (e magari espresso attraverso dei referendum preventivi), deve osservare le leggi nazionali del paese ed il comune senso della morale e deve far si che impedisca l’approvazione di norme (tra le quali quelle ad personam) che si rendano disastrose, o peggio ancora delinquenziali, in alcune delle loro applicazioni. (Ad esempio, il servizio di riscossione dei tributi e delle società ad esso connesse si è rivelato dannoso per la vita dignitosa della cittadinanza ed economicamente quasi fallimentare per lo Stato al quale avrebbe versato un ammontare medio di circa il 25% rispetto al 70-80% dell’incasso ottenuto nelle gestioni dirette tra istituzioni e cittadini; eppure Equitalia, nel corso della sua esistenza, ha spesso dichiarato di aver incassato oltre il 50% dei tributi spettanti allo Stato…).

    La Legge, negli ultimi 18 anni circa, ha perso di credibilità da parte della popolazione che spesso, anziché sentirsi tutelata, si è invece dovuta scontrare con delle nuove norme imperativamente svantaggiose per la popolazione stessa e talvolta inappellabili nemmeno sotto l’aspetto morale. Questo pessimo cambiamento (compreso quello delle immunità parlamentari, dell’addolcimento delle pene relative a certi reati commessi dai parlamentari, delle prescrizioni brevi… che hanno portato a far considerare l’Italia uno dei paesi più corrotti al mondo) è avvenuto con l’approvazione di tutti gli “eletti”, sia in Parlamento e sia al Senato.

    Il cambiamento per tornare ad un giusto senso civico, magari cercando di abrogare certe pessime leggi, non è facile ma soprattutto non è rapido… tanto più che toglierebbe molti invidiabili “diritti acquisiti” a quasi tutta la classe politica che di fatto è riuscita a “regnare” nell’ultimo ventennio. Non è biasimabile, anzi, è da condividere il fatto che la popolazione rifiuti ed attacchi quella che comunemente viene definita “la casta politica”.

    Il Codice Etico, vuole essere un’iniziativa extra-parlamentare per proporre persone che abbiano dimostratamente voglia di candidarsi nel solo interesse della collettività impegnandosi, con la sottoscrizione del Codice Etico, di ripristinare la legalità invocata da quasi tutte le categorie sociali.

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  • Per molti giovani di oggi, includendo in questa categoria anche tanti 40enni/50enni, è difficile comprendere quanto sia stato difficile per le generazioni precedenti ottenere quel senso di libertà che conosciamo ora in Italia. Nel mio tour romano di incontri di questa estate 2012 mi sto piacevolmente confrontando con molte persone che negli anni passati hanno dedicato la loro vita alla politica degli ideali e non solo dell’amministrazione della res publica, nella speranza di rismuovere in loro quel senso di guida della società per la quale hanno combattuto e che poi, visti gli andazzi di corruzione dilagante, hanno abbandonato… abbandonando, in qualche caso, anche il suolo dell’amata patria per la quale (chi è riuscito a sopravvivere alla seconda guerra mondiale) hanno rischiato la loro vita.

    Ieri, grazie all’invito fattomi da uno squisitissimo signore di Subiaco (Roma), ho così avuto il piacere di incontrare un certo Carlo Proietti, un socialista ex Presidente della Giunta della Regione Lazio, che mi ha fornito un’ampia e concreta radiografia del panorama politico locale attuale mettendo in evidenza il paradosso tra chi un tempo lottava per gli ideali e chi ora, invece, fa politica manageriale. Sapevo che mi avrebbe raccontato qualcosa su mio padre Tullio, sapevo e so tuttora che ho su di me e sulla mia educazione una figura paterna molto forte e molto viva anche nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Nonostante mi capiti spesso di sentire lusinghe ed apprezzamenti su quest’uomo, mio padre, mai però avrei immaginato di sentire il racconto di un processo giudiziario penale per l’affissione di manifesti con la raffigurazione di Pietro Nenni. <<Tuo padre era troppo avanti per queste zone (Subiaco e dintorni), è stato troppo innovativo – mi ha raccontato Carlo Proietti – però qui (terra di destra e del Generale Graziani) ha portato il Partito Socialista (…). Era un uomo di azione. In quel periodo (1965-1968) fare politica e non essere della Democrazia Cristiana significava essere sovversivi, soprattutto se eri socialista o comunista (…). Lui voleva far capire alla gente di qui cosa era il PSI e chi era Nenni (…). Una notte, all’incrocio di Marano (con Via Tiburtina nel tratto tra Tivoli e Subiaco), ci venne a beccare il Maresciallo dei Carabieniri Marras che era stato mandato da qualcuno che ci teneva sott’occhio e ci portò in caserma segnalandoci come “socialisti sovversivi”. “Sovversivi socialisti”! Facemmo il processo alla Pretura di Subiaco. Io non so se in Italia ci siano stati mai processi penali per l’affissione di manifesti politici durante le elezioni, però se non siamo stati gli unici siamo stati sicuramente uno dei casi rarissimi soprattutto perché dovemmo difenderci dall’accusa di “sovversivi” (…). Del processo se ne occupò tuo padre – ha continuato a raccontarmi Carlo ed emozionato per la biricchinata fatta in gioventù – e anziché nominare un avvocato del Partito chiamò l’avvocato De Lupis, un socialdemocratico. Non ho mai capito perché questa scelta. In queste cose tuo padre ci sapeva fare. Venimmo prosciolti – con un’espressione di compiacimento sul volto di Carlo – perché l’avvocato dimostrò al Pretore che non era possibile attaccare dei manifesti senza avere la colla per affiggerli (…). Il Maresciallo se la legò al dito questa cosa (…). Comunque, poi e per molti anni, Subiaco è stata socialista (…)>>.

    Di mio padre conosco tante cose che puntualmente segno in un memoriale che ancora sto scrivendo dal 2005, anno della sua morte, senza mai riuscire ad arrivare ad un punto finale perchè ogni volta che incontro qualcuno che lo ha conosciuto scopro sempre cose nuove che mi rendono orgoglioso di aver avuto la fortuna di essere stato suo figlio. Ma mai avrei immaginato che la sua vita fosse piena anche di azioni semplici e comunque fondamentali per portare avanti le battaglie per la deomacrazia e per la libertà dell’uomo. Con questo spirito di riscoperta delle ideologie, e non per orgoglio familiare, sto affrontando una modesta campagna di comunicazione che abbia il fine di far rismuovere le persone ed i loro animi… intorpiditi dal “progresso”, dalle televisioni e dalla dominazione economico-sociale che sta annientando il senso di società civile, di democrazia e di libertà!

    Link Tullio Piacentini: http://www.lesartistes.it/site/index.php/omaggio-a-tullio-piacentini

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